Intrattenimento

Un’Economia Compassionevole

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Anime risvegliate

Non è giustificabile acquistare un bene di lusso se si pensa che con quei soldi si potrebbe salvare una vita umana! – Peter Singer

Partendo da questa affermazione del filosofo Peter Singer, vorrei condividere con voi il mio pensiero circa il sistema economico globale.

Preciso fin da subito che non sono un economista pertanto questo mio scritto è da intendersi frutto di un uomo qualunque interessato al bene di questo mondo.

Da quanto mi è parso di comprendere possiamo definirci in un economia di mercato, ovvero ogni stato viene giudicato dal mercato in base a quanto veloce il suo reddito aumenta.

Uno stato pertanto gode di un certo prestigio se la media di reddito procapite e il prodotto interno lordo (PIL) aumenta anzichè diminuire.

Un economia simile non mostra il vero dato reale della situazione di benessere dei cittadini; a fronte del calcolo medio si possono avere delle disparità economiche anche abissali.

Questa economia però si dimentica di preoccuparsi come questo valore venga distribuito al suo interno. Esistono persone che guadagnano 10.000 euro al giorno e poi ci sono uomini che ne guadagnano 0.10 ! Nel calcolo statistico tutti influiscono a definire quel valore numerico che rende uno stato virtuoso o meno.

Il benessere degli individui è interconnesso; il trasferimento di beni economici dai ricchi ai poveri migliora il risultato economico globale.

Nell’attuale forma di mercato, se un pluri milionario come Silvio Berlusconi, trasferisse anche solo 1 euro al povero Caio Sempronio, pluri disoccupato prossimo al suicidio, il mercato stilerebbe questa analisi: Silvio Berlusconi sta peggio perchè ha perso 1 euro, Caio Sempronio sta meglio perchè ha guadagnato 1 euro. La realtà invece è che a Silvio Berlusconi la vita non cambia di certo…forse Caio Sempronio oggi deciderà di non farla finita.

Tutti siamo interconnessi, anche la nostra economia è interconnessa, una corretta ridistribuzione del denaro (tramite sistemi di tassazione differenti, sgravi ed esenzioni fiscali, esenzioni sanitarie etc etc) permetterebbero in un ottica futura e olistica di avere da una parte persone che continuano a guadagnare nella corretta misura, dall’altra persone che vivono la propria vita con la dignità che merita, abbattendo di fatto quelle estreme differenze economiche.

Tutte belle parole… fintanto che etica e compassione non entreranno nelle sedi governative a pieno titolo, continueremo ad essere dominati dalle leggi del crudele mercato e continueremo a vedere uomini che sperperano il proprio denaro per acquistare beni inutili e uomini che invece non hanno il denaro per acquistare lo stretto necessario per sopravvivere.

Una forma di Economia Compassionevole, potrebbe essere la vera svolta.

Come già anticipato all’inizio di questo articolo, non sono un economista ne conosco i mercati a tal punto da poter dire di avere una soluzione alla povertà, ma spero vivamente che questo piccolo spunto, magari letto dalla persona giusta, possa essere rielaborato e affrontato seriamente per iniziare un percorso, magari anche in piccole realtà, di un economia compassionevole.

Grazie e a presto.

Andrea Risveglio

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